Vedo già l’alba

Battiti per il Cuore

Vedo già l’alba, me la immagino aderente come un abito che stringe, stringe dentro questo veleno di notte. Vedo già l’alba come se fosse di sfondo a questo firmamento, offuscato, da nuvole che non vogliono piovere e non vogliono neppure che si veda una stella, mentre si mischiano irrequiete e trascorrono il loro tempo a rincorrersi.

Sembra lo facciano apposta, si materializzano in forme umane, in montagne, in onde tempestose e in acqua vibrante, solo quando stanno tutte insieme, lacrimano pioggia o neve. Ma sempre in mezzo stanno e a volte stanno strette, a volte sono altrove, ma da qualche parte, sempre. Il loro regno è il cielo, le loro redini il vento, le stagioni.


Mi sta stretta quest’alba che già vedo, questo eterno domani sempre più aderente e stretto, perché il desiderio cresce. Non ci sto più dentro, vorrei essere nudo e tentarti… Goloso, scavare le radici nascoste del “non posso”, mangiarle, poi vorrei saturare questa linea assente, interrotta, consumarla avvicinandomi a Te, a due passi a due passi d’estasi, quella distanza dove non passa neppure una particella di tempo.
Immobile
A distanza debita o debilitante ogni forma di opposizione, la distanza del peccato… Di quello che scioglie il dolore e sublima di acute purezze e allinea le ombre come un preludio di tempeste, non una non due non tante non troppe o quello che basta, tempeste a non finire, che non bagnino questa terra di lacrime amare ma di lame saettanti.


Voglio crateri ovunque
che danno all’abisso come il desiderio dà alla felicità. Non voglio strade, o campi inanimati o distese colorate di primavera. Non voglio montagne o mari, nulla. Non voglio amore, ne ho in abbondanza, non parole, sono ormai sordo, non voglio possedimenti nei tuoi occhi per viverci e seminare passione, non voglio la tua bocca per così com’è, carne che germoglia dal viso splendido come il più bel fiore immaginato. Non voglio il tuo sospiro che plasma in mirabolanti parole fin dentro il caos del cuore. Non voglio il vigore spiritato del tuo gemere che orbita nel cervello come cavalli impazziti. Non voglio insaporarmi nelle tue gambe intrepide, nella vagina come magnete del delirio.

Non voglio tutto ciò…

Voglio che queste nuvole non facciamo mai più l’alba che vedrò e mi sta stretta.
Voglio Te come vestito che porto addosso.
Voglio Te perché solo così i miei occhi potranno vedere.
Voglio la tua bocca
perché
Solo così potrò dirti veramente

Quanto Ti Amo.

Carmine Ferrante (04.10.15)

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